“Chi dice di non avere una filosofia della storia in generale ha la peggiore. Per cui secondo me il problema non è quello di negare che gli eventi abbiano un senso, è di mettere le carte sul tavolo: dimmi quali sono le categorie, quali sono i criteri attraverso i quali tu dai senso alla storia e vediamo se queste categorie e questi criteri si possono discutere e si può capire qual è la forma di senso che si dà alla storia; perché noi, volenti o nolenti, non possiamo vivere in un mondo completamente insensato, noi attribuiamo continuamente il senso alla storia, allora visto che lo facciamo cerchiamo di farlo nel modo migliore, cerchiamo di evitare di dire che la storia ha un senso arbitrario o che la storia deve essere interpretata col semplice buon senso, perché il buon senso, come dire, non è una grande categoria, fa passare tra le sue maglie larghe qualsiasi interpretazione. Di modo che la mia ipotesi, o meglio la mia tesi, è che si debba riformulare, di fronte al crollo delle filosofie della storia o della concezione del senso della storia legato al passato, la nostra idea di storia”.

Dall’intervista a Remo Bodei  Il senso della storia , 30 giugno 1994 Napoli

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