Domenica, mattina di sole. Giro in centro con Samuele. Destinazione mercatino banconote antiche. Per me che sono quanto di più lontano da ogni forma di collezionismo – no, qualche brutta figura la colleziono sempre in effetti… – è l’occasione per vedere un campionario umano che non incontrerei mai. Attorno alle bancarelle ci sono personaggi di tutti i tipi e di quasi tutte le età. L’elemento che noti subito è il ritmo. Un mercato al rallentatore. Un acquisto è l’esito di ponderazione e valutazione, è tutto un rito.

Perché in effetti li vedi girare tra le bancarelle molto più che starci davanti. Come se andassero a respirare l’aria di quegli anni. Poi vedi di tutto. C’è qualcuno che colleziona la pasta mimetica per il volto che usavano i soldati. Alcuni tubetti sono a metà. Da dove arrivano? Davvero da qualche fronte? O qualcuno è furbetto in tutto questo giro? Non posso fare a meno di pensarlo.

Ma intanto che camminiamo verso quest’isola di passato transitiamo dal Duomo. Alla stregua di tutto il resto della città, non mi è mai piaciuto. Stavolta però ha qualcosa di nuovo. Alcune parti sono in restauro e i restauri sono sponsorizzati. Normale. Anche la Chiesa si paga i restauri con gli sponsor. Libero mercato. E naturalmente, sui manifesti pubblicitari, libere parole. Sarà ironico da parte della Curia aver scelto Enel? Non posso fare a meno di fotografarlo.

Ecco, mi colpisce la headline. Dice: E’ sulla solidità che ruota il futuro. E poi: Da 50 anni, forti della nostra visione.

Dunque luce, solidità, futuro. E forza della visione. Accidenti, che Chiesa sarebbe! Potrebbero assumere questo copy furbetto e affidargli la linea pastorale. Certo poi bisognerebbe in qualche modo tener fede. Si sa che la pubblicità è sempre  over promise, ma non si può esagerare. Poi dovresti fare un po’ di luce per davvero, avere una forza nel tuo punto di vista, pensare sul serio al futuro. A quello di tutti, non solo a quello dei tuoi. Ma in effetti per avere un punto di vista forte bisogna essere disposti a guardare. Senza regole davanti. I soldi del libero mercato che la Chiesa prende da Enel possono servire a ripulire i muri. Ma bisognerebbe che smettessero di essere muri…

Poi facciamo qualche passo, si svolta un angolo e… c’è un nuovo sponsor. Secondo me ci hanno pensato proprio. Anche qui, la foto era d’obbligo:

 

Meravigliosa la headline: Oltre ogni attesa. Più Chiesa di così. Attesa nei due sensi di attendere e di aspettarsi qualcosa: funziona benissimo. E in un colpo solo quest’altro creativo fa quello che la Chiesa ha dimenticato nei secoli. Ci mostra la bellezza dell’attesa, la dolcezza del coccolarsi un’idea di futuro, di amore che verrà. Abbiamo sentito molto parlare di amore da meritare attraverso il rispetto di regole. Una sorta di buona condotta qui premiata nell’aldilà. Amore come ricompensa di una condotta senza amore. Ricompensare l’amore fa rima con l’amore che si paga, con l’amore a condizione che. Brutto da pensare eh? Certo non posso non ridere quando leggo: Turchia seducente. In alto la Madonnina, qui sotto la Turchia seducente. Irresistibile, meravigliosa città che proprio non ce la fa a non inseguire il denaro, costasse pure il buon senso. Che siano i politici o la Curia. C’è qualcosa nell’aria, credo.

Certo sarebbe davvero bello avere una Chiesa come i copy stanno cercando di indicare. La solidità, la luce, lo sguardo al futuro, la bellezza dell’attesa e della sorpresa della vita. Sarebbe bello anche per chi non crede. Perché avrebbe un interlocutore che oggi non c’è.

Nel frattempo la vita resta fluida. Nonostante i muri culturali la gente vive e sa adattarsi agli scenari che cambiano, sa sopravvivere. Prima di salire in macchina mi colpisce ancora un dettaglio a bordo strada, dietro il Duomo. Eccolo:

 

Ok, non il massimo dell’educazione. Ma si sono fatti il the sui gradini: hanno reinventato un luogo e fatto due chiacchiere, preso un po’ d’aria. Forse sarebbe tutto lì: fare due chiacchiere, riscoprire le cose, provare a contattare la realtà direttamente, per un momento senza la protezione dei dettami. Prendere un the sui gradini. Soglie di primavera.

0 risposte

  1. ciao Giovanni, grazie per quello che scrivi..ho visto adesso questa foto delle due bustine di the..bella!..mi sembra che la bustina in alto getti un appiglio alla seconda caduta sotto che, con le poche forze che ha, cerca di avvicinarsi per risalire. grazie. ciao.

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