True Mothers, di Naomi kawase – Recensione di Giovanni Covini

True Mothers, di Naomi Kawase.

Esce il nuovo film di Naomi Kawase, che come al solito ci scaraventa nelle relazioni umane con l’intensità e la verità di una donna e di una grande regista. Un film da vedere ma soprattutto da portare dentro di sé, in silenzio.

È una storia ma è anche una poesia, è una carezza ma è anche una verità dura detta con semplicità, è un dolore acuto di cui non ci libereremo mai, ma anche la consolazione autentica di sentirsi amati. È disperata solitudine ma anche emozione di sapersi parte del tutto.

Naomi Kawase dice di questo film:

“Quando si gira un film, arriva sempre un momento che mi commuove fino alle lacrime. Quando gli attori vivono a pieno la vita dei loro personaggi da esprimere emozioni che vanno ben oltre la sceneggiatura. Mi rendo conto quanto questo sia prezioso e raro. Gli attori in questo film sono sorprendenti: i loro personaggi sono l’incarnazione degli esseri viventi . Abbiamo girato in sei diverse location del Giappone: su un’isola, nella foresta, in città, in un luogo storico… Abbiamo realizzato questo film come se fosse il ricordo di un viaggio attraverso le stagioni e i caratteri di ogni luogo. È una storia sulla forgiatura del proprio destino, come se dopo la pioggia, una luce radiosa avesse purificato il mondo”.

Dal romanzo di Mizuki Tsujimura

Cast

Hiromi Nagasaku – Arata Iura – Aju Makita

Il parere di IMDB:

True Mothers di Naomi Kawase è un dramma emotivamente carico sulla maternità in tutte le sue forme. Tratteggiato dalle interpretazioni emotivamente profonde delle attrici principali, Hiromi Nagasaku e Aju Makita, il film si concentra sul processo, non sul risultato. Quindi, nonostante la combustione lenta e il tempo di esecuzione un po’ più lungo, indugia nella mente e nel cuore nel miglior modo possibile e alla fine ripaga.

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