Un percorso di qualche giorno, breve, sintetico, sulle parole di Konstantin Stanislavskij riguardo al lavoro dell’attore sul personaggio. Un aspetto di cui si parla molto a livello superficiale nelle interviste, nei rotocalchi, nei trailers. Ma della cui natura profonda si sa davvero pochissimo.

 

1. PERIODO DELLA CONOSCENZA

    “La conoscenza  è un periodo preparatorio che ha inizio con il primo approccio al ruolo e con la lettura della parte. Questo momento creativo, paragonabile al primo incontro tra futuri innamorati, è della massima importanza in quanto le prime impressioni sono vivaci, gli stimoli più acuti: assumono un ruolo fondamentale nel processo, giungono all’improvviso, sono immediati e molto spesso lasciano la loro impronta su tutto il successivo lavoro dell’attore. La natura delle prime impressioni non è precostituita, filtrata dalla critica; tali impressioni dunque penetrano liberamente nella profondità dell’animo dell’attore imprimendovi tracce indelebili, che saranno la base della creazione e l’embrione del personaggio futuro.
(…)
Sappiamo dunque, che per la percezione delle prime impressioni, sono necessarie una disposizione d’animo favorevole, una sensibilità appropriata e anche una concentrazione, senza la quale è impossibile attuare il processo artistico e impostare la fase della conoscenza”.

 Prepararsi a incontrare. Essere aperti, in tensione, concentrati per l’altro. Il lavoro dell’attore sul personaggio non comincia con la recitazione. E’ coltivare un’interiorità silenziosa a prescindere da tutto il resto e da ogni personaggio futuro. Mi chiedo se la cosa debba essere diversa per un medico, un insegnante, un panettiere.

Prepararsi – a – incontrare….

(prosegue) 

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